Tre ministre e nessun litigio

Il film che avremmo voluto vedere, per cui ci siamo sparati un’ora e un quarto di macchina, per cui ci siamo inerpicati su per la collina di Frascati, per cui abbiamo messo piede nella bellissima cornice della summer school del Pdl, era questo: tre ministre molto diverse quasi in tutto che si accapigliano sul ruolo e il compito delle donne nel Pdl (‘Le donne del Pdl’ era il titolo della lezione).
5 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 16:48
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Il film che abbiamo visto, invece, era quello di una qualsiasi noiosa lezione di scuola in cui lo spazio per le domande non c’è: le relatrici hanno parlato troppo. L’incontro fra le tre ministre di ieri sera, uno dei tanti della scuola estiva del Pdl organizzata dalla fondazione Magna Charta, con tante e tanti giovani ben vestiti e profumati e agghindati in perfetto stile Carfagna, è stato un monologo a testa del ministro della gioventù Giorgia Meloni (coda di cavallo e maglia a righe bianche e blu), del sottosegretario alla salute Eugenia Roccella, del ministro per le pari opportunità Mara Carfagna (splendida nella sua giacca rosa e top bianco che facevano luccicare l’abbronzatura). Gli applausi hanno interrotto più volte Giorgia Meloni, e non per solidarietà anagrafica: il suo modo di parlare è semplice, diretto e soprattutto appassionato. La Roccella ha illustrato il futuro della biopolitica e la possibilità per le donne di destra di fare molto per il genere di appartenenza e la società intera, ma sulla Ru486 si sta ancora aspettando cosa dica l’Aifa. La Carfagna, che ha sempre l’aria di studiare e lavorare molto, ha ripetuto almeno cinque volte la parola ‘ordine’ che nemmeno più nelle riunioni della polizia di stato, ha parlato degli investimenti sugli asili di condominio e dei progetti a venire sul Sud e la flessibilità nell’orario di lavoro.
In una sede informale e rivolta a ragazzi si pensava che tre donne così diverse, per provenienza, origine e cultura, potessero confrontarsi al di là di banchi rialzati e blabla su quanto sta lavorando il governo, su cosa le donne nel Pdl possono o devono fare, e come. Sulla cultura politica che sottende e dà senso alle scelte. Sarebbe stato bello vederle litigare, scontrarsi, urlare per trovare una via comune di azione. Sarebbe stato belle ascoltarle rispondere alle domande. Servono o no le quote rosa? Quale modello europeo vorrebbe realizzare il pdl femminile? Quali sono le figure femminili di spicco cui si ispirano tre donne politiche di centrodestra? E via così.
Sarà per un altro film.